Conoscenza: I 10 indispensabili

Buona Domenica cari lettori e lettrici,

Tutti sostengono di conoscere la moda, ma se non avete visto queste perle vi manca davvero molto per diventare dei veri esperti.

Quando Grace Coddington, Creative Director at Large di Vogue America, parla delle proprie difficoltà lavorative risveglia sentimenti empatici, come a comunicare a chiunque, indipendentemente dal proprio mestiere. Karl Lagerfeld, nella sua intervista, spezza una lancia a favore della solitudine, che descrive come elemento indispensabile per la concentrazione di chi crea.

I documentari sulla moda sono fondamentali per chi ha un interesse in materia, non solo per fare un eccitante tuffo nel lussuoso mondo delfashion, ma anche per capire meglio la vita e la visione di personaggi che hanno fatto o stanno ancora facendo con le loro mani la storia del costume.

Ecco perché oggi vi nomineremo i 10 documentari da non perdere per essere dei veri fashionisti.

  • Valentino: The Last Emperor

    Non ci si può non innamorare della coppia composta da Giancarlo Giammetti, e da Valentino: insieme sono il ritratto dei relationship goals. Questo non è però solo un documentario sulla loro vita insieme: c’è la bellezza disarmante delle creazioni di Valentino che si appresta a ritirarsi dal suo ruolo centrale nella moda, c’è il lusso del suo lifestyle e c’è tanta ironia nella vita di tutti i giorni, oltre al gruppo di immancabili carlini che lo seguono ovunque.

  • The September Issue

    Questo documentario entra nelle viscere della creazione del numero di Vogue più importante dell’anno, quello appunto di settembre. Lo shooting mostra da vicino Anna Wintour, nota per rigore e distacco: può essere arduo identificarsi in lei, ma lo si può fare in Grace Coddington, la delicata mente creativa che da modella, a seguito di un incidente automobilistico, è passata a lavorare come direttore creativo nella redazione di Vogue. Il suo intuito, la sua capacità d’interazione e anche la sua notevole fluidità nel lavorare e nell’interfacciarsi con una personalità complicata come quella della Wintour rende il documentario un pilastro per insider della moda.

  • Dries

    Un documentario imperdibile per chi vuole fare del fashion design la propria carriera. Le riprese hanno seguito per un anno intero Dries Van Noten, mostrando da vicino il processo creativo del designer belga che per ben venticinque anni è rimasto indipendente, esulandosi dal paesaggio ormai globalizzato su scala internazionale della moda. Un ritratto intimo che si alterna tra lo studio e la casa del designer, in cui le sue creazioni ricche di stampe e colori dominano le immagini, che si arricchiscono anche dell’icona amatissima nel business della moda, Iris Apfel.

  • Jeremy Scott: The People’s designer

    Esagerato ed eccentrico nelle sue creazioni e – al contrario di ciò che si possa pensare. Il documentario, costellato di apparizioni di celebrities, da Miley Cyrus a Lady Gaga e Katy Perry, racconta la storia di Scott, che, di origine modeste e proveniente da una fattoria del Missouri, è riuscito a superare le varie difficoltà incontrate sul suo cammino per raggiungere un posto elitario nel dorato mondo del fashion.

  • Inside Dior

    In occasione dei settant’anni di uno dei brand più popolari a livello mondiale, Waldman ha goduto dello speciale permesso di filmare per sei mesi tutto quello che accadeva nel dietro le quinte della maison. Il documentario, diviso in due parti, mostra in primo luogo la ricerca da parte del brand, dopo l’uscita di Raf Simons, di un direttore creativo che sappia far rivivere Dior come fecero in passato il mito Christian Dior, Yves Saint Laurent e John Galliano. Le riprese seguono il delicato (ma lussuosissimo) momento di transizione che culminerà nella scelta dell’italiana Maria Grazia Chiuri, prima donna alla guida della maison.

  • L’Amour Fou

    Il documentario descrive da vicino la vita di Yves Saint Laurent, geniale designer dell’omonimo impero. Le riprese sono particolarmente emozionanti non solo perché mostrano la creatività dello stilista attraverso le sue acclamate sfilate e gli osannanti dietro le quinte, ma perché portano alla luce il commovente amore tra lui e Pierre Bergé – suo partner nel business e nella vita – raccontato con una lucidità ed una purezza che fanno emergere non solo aspetti della loro relazione, ma anche un esaustivo e intenso ritratto dello stilista-mito.

  • Diana Vreeland: The Eye has to Travel

    Il ritratto di colei che si descriveva «non una fashion editor ma lafashion editor». Di Vreeland risalta la personalità creativa, l’intuito proattivo, la forza comunicativa che ha colto i cambiamenti dell’industria durante gli anni ’60. Vreeland ha valorizzato il naso di Barbra Streisand e le labbra di Jagger come qualità distintive e non come un difetto, spingendo le persone ad essere bellissime per quello che sono, senza dover cambiare. Il suo lavoro era un misto di moda, arte, musica e società: una testimonianza imperdibile per chi ama la magia delle idee e il talento nello svilupparle.

  • Iris

    In questo film, la leggenda della moda Apfel viene ripresa dalla leggenda del documentario Albert Maysles (suoi i cult Grey Gardens eGimme Shelter).  Collezionista di couture, interior designer, business woman e icona indiscussa della moda, la 96enne, nei suoi outfit composti da stampe e accessori ricercatissimi, sprizza ancora energia da tutti i pori, un’invidiabile sense of humour e voglia di scoprire il mondo attorno a sé.

  • Lagerfeld Confidential

    Il documentario si sviluppa come un’interessante intervista allo stilista che rivela la propria personalità devotissima al lavoro e dai contorni individualisti per quanto riguarda i rapporti con gli altri e la vita in società. Le creazioni vengono raccontate come spesso derivate dai sogni, e la moda descritta nelle sue parole come effimera, pericolosa e scorretta. Attraverso il suo punto di vista tagliente, Lagerfeld attira l’ascolto grazie al suo sguardo franco e sincero sul fashion, rivelandosi un ironico e brillante narratore di se stesso e del mondo che lo circonda.

  • The Boy Who Made Shoes for Lizards

    Semplicemente innamorato del suo lavoro da sempre, Manholo Blahnik viene descritto attraverso le sue parole e quelle delle superstar che indossano i suoi modelli, tra cui Rihanna, Anna Wintour, Karlie Kloss Naomi Campbell. Descritto da quest’ultima come «Il re delle scarpe» e da André Leon Talley come un «Poeta della calzatura», Blahnik risulta d’ispirazione nella sua inesauribile passione artigianale, che lo spinge sempre in prima persona non solo a disegnare i modelli, ma anche a metterci mano personalmente visitando le fabbriche e la realizzazione.

    Vi auguro Buona Visione!

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VINCENZO MAIORANO
VINCENZO MAIORANO

Fashion Creator

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