Bottega Veneta

Il principale debutto di questa stagione milanese è stato quello di Bottega Veneta, dove il giovane designer britannico Daniel Lee ha presentato una dichiarazione di moda incisiva e molto chic, giocando su numerosi codici del brand per rivoluzionarli.

A grande merito di Lee, che è approdato nel marchio di origine vicentina dopo aver collaborato con Phoebe Philo, va detto che ha proposto qualcosa di davvero personale. Non ha tentato di imitare vibrazioni ‘alla Celine’, né ha seguito servilmente idee preconcette sul DNA di Bottega Veneta.

Il risultato è stato un salto stilistico di portata siderale che lo ha portato a distanziarsi dal suo predecessore. Il che era ciò di cui la casa di moda italiana aveva davvero bisogno, con tutto il rispetto dovuto a Tomas Maier, che ha brillantemente diretto Bottega Veneta per la maggior parte del suo mandato decennale.

Il look che ha rappresentato la firma di Lee è stato probabilmente quello della poliziotta sexy, che si pavoneggiava in gonna di pelle trapuntata e camicia da smoking da uomo in piquédi pelle. Questa è stata seguita da numerose fan del film Matrix, vestite con trench di pelle imbottita stretti in vita da grandi cinture con fibbia a V e ancorate al terreno da pesanti mega stivali da combattimento. Quindi sono apparse bambole motocicliste in mini giubbotti da moto e pantaloni in pelle Harley Davidson. Curiosamente, in questo show co-ed, molti uomini indossavano quasi esattamente gli stessi cappotti.

Lee ha anche impressionato con degli spolverini metallici, con abiti da sera di maglia molto slanciati e davvero chic e con alcuni splendidi accessori – in particolare le cinture a fibbia multipla e le scarpe col tacco allungate e a punta quadrata. Tutte proposte molto pulite e davvero mature.

Non tutto però ha funzionato: la vestibilità di un cappotto di lana ecrù sembrava completamente sbagliata; in più, la passerella multipla ha confuso notevolmente il cast di modelli, molti dei quali sembravano avere l’aria persa, senza sapere bene dove andare. Inoltre, la scelta della location è sembrata infelice. Lee ha fatto costruire una tenda di plastica gigante in Piazza Sempione, ma l’imprevista giornata di intenso sole primaverile della Milano del 22 febbraio ha fatto sì che il suo elegante pubblico di invitati sia rimasto a bollire a fuoco lento per mezz’ora prima dell’inizio dello show. Il fatto ha portato a evidenziare anche un altro piccolo difetto: molti dei capi confezionati con la famosa pelle “intreccio” di Bottega Veneta apparivano alquanto pesanti. Comunque è stato un coraggioso debutto, realizzato da un designer dotato di un’estetica singolare e del coraggio di metterla in pratica fino in fondo.

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VINCENZO MAIORANO
VINCENZO MAIORANO

Fashion Creator

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