Pitti Uomo 97

Sotto un cielo blu e un sole ridente che ha riscaldato la Fortezza da Basso nei quattro giorni di manifestazione, Pitti Uomo si è chiuso il 10 gennaio con numeri che lo riconfermano l’appuntamento mondiale di riferimento per il menswear.

Tanta ricerca su materiali e tecniche manifatturiere, grande attenzione all’eco sostenibilità e una sapiente innovazione stilistica sono stati, ancora una volta, gli ingredienti premianti delle collezioni presentate dagli oltre 1200 espositori.

21.400 compratori registrati nei quattro giorni, più di 8.300 provenivano, infatti, dall’estero, dimensioni che solo Pitti Uomo può vantare a livello mondiale. 

In generale, i 20 mercati più importanti di Pitti Uomo sono stati Germania, Giappone, Olanda, Regno Unito, Spagna, Turchia, Francia, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Russia, Corea, Cina, Austria, Grecia, Portogallo, Svezia, Danimarca, Canada, Cina-Hong Kong.

L’uomo nuovo proposto a Pitti 97 ha mostrato il suo lato classico, attento alle regole, ma anche quello ribelle, seppur decisamente metropolitano. Ama la classicità del tailoring di matrice inglese, il comfort della maglieria in lane pregiate, ma non trascura il suo lato rock, affidandosi al denim, o alla street culture (Armani Exchange), cedendo al fascino del militar style, o a quello agender che propone capi, come la mantella pied de poule e i colori neutri, adatti ad ambo i sessi (Gabriele Pasini). Il tutto in un’estetica sostenibile che ha contagiato un pò tutti i marchi presenti a Pitti. Must-have del nuovo guardaroba è il cappotto, che per il rock boy deve sottolineare la spalle (Paltò) come negli anni Ottanta, oppure deve trasformarsi in passe-partout da portare anche sulla tuta (American Vintage).

Tra i capispalla irrinunciabili c’è anche la giacca in stile biker (Aeronautica Militare) e il gilet imbottito che lascia intravedere felpe grintose, il trench classico come quello de L’Impermeabile. Anche il mondo delle uniformi, militarie da lavoro, torna ad influenzare l’estetica delle collezioni autunno-inverno 2020-21 e restituisce capi dall’anima rétro, ridisegnati in chiave contemporanea e resi impeccabili dall’impiego di materiali di alta qualità.

Sempre curati gli allestimenti e gli stand, alcuni dei quali con installazioni ricercate e sceniche. Dal marchio Herno che ha presentato tutte e sue collezioni all’interno del Teatrino Lorenese in uno spazio di oltre 500 metri quadri, al brand americano Woolrich, che ha trasformato la Dogana in un magico paradiso invernale, facendo vivere un’inedita ed innovativa esperienza sensoriale per celebrare i suoi 190 anni di storia (1830-2020). Ad accogliere gli ospiti una Heritage room con i capi vintage iconici del marchio, poi un corridoio nella penombra guidava i visitatori nella Foresta di Woolrich.

Qui, tra pareti specchiate, alberi spogli e fiocchi di neve danzanti a ricordare i paesaggi invernali della Pennsylvania (dove il brand è stato fondato) tre casette ospitavano la nuova Arctic Parka Capsule con i suoi tre diversi temi: Luxe, Tech e Eco, tutti espressione dell’iconica combinazione di innovazione e stile urbano che caratterizza il marchio.

Le sfilate e gli eventi, da Jil Sander, guest designer della manifestazione, che ha presentato la collezione 2020-2021 con un fashion show esclusivo nel complesso di Santa Maria Novella, alla sfilata presso la Stazione Leopolda di Random Identities, il primo progetto indipendente del designer Stefano Pilati, special guest della kermesse. O ancora Sergio Tacchini, che ha portato le sue collezioni al Tepidarium del Roster, la suggestiva serra ottocentesca del giardino dell’Orticultura, o K-Way che ha fatto il suo debutto in passerella al Palazzo della Borsa Valori di Firenze.

Pitti Uomo, insomma, non delude mai, con la sua ricchezza di appuntamenti, dentro e fuori dalla Fortezza, capaci di soddisfare a 360° le esigenze del mercato della moda e dei suoi buyer. Appuntamento con l’edizione estiva della manifestazione al 16 giugno prossimo!

VINCENZO MAIORANO
VINCENZO MAIORANO

Fashion Creator

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